edizione 2021

Premio carriera

Il Riconoscimento alla Carriera 2021 è stato assegnato a Maria Vittoria Backhaus.
Nei primi Anni 
’60, Maria Vittoria Backhaus, uscita dall’Accademia di Brera, inizia il suo percorso nel mondo del reportage fotografico. È grazie all’incontro con Guido Vergani, grande giornalista e scrittore italiano, che il suo percorso prende la via delle fabbriche, degli incontri con gli operai. Solo perché donna, spesso non le veniva concesso dalle redazioni di addentrarsi, soprattutto da sola, in un mondo tutto al maschile. Ma l’amore per la sua professione la spinge avanti, e Flavio Lucchini la vuole con sé alla Condè Nast: lei riesce a raccontare la Moda, la Cucina e il Design attraverso una rappresentazione scarna e pulita, nella quale gli elementi si incontrano e si respingono. L’importante resta il Racconto, non il Glamour pur tanto ricercato dai Magazine. Restano famosi i suoi casting e le sue scelte anticonformiste.

premio giovane talento

Il lavoro di Marco Gatta riguarda il senso di appartenenza, è una storia solitaria in cui l’autore ha uno stile narrativo poco tradizionale, a tratti surreale. Il suo volto non si vede mai. Il suo corpo è nudo ed è alla costante ricerca di materia, di natura, di morbidezza e di ricordi. Rimettere ordine nella propria vita: questo il gesto sublime che ha a che fare con la fotografia come mezzo di indagine interiore e con la necessità del vedere per capire. Flussorius è il nome latino del fiume Fiastra, che nasce sui monti Sibillini. L’amore per questi luoghi ha le sue radici nell’infanzia di Marco Gatta, quando il padre lo portava con lui nei campi alla ricerca di selci lavorate dall’uomo. La suggestione del bambino era quella di partecipare a una caccia al tesoro. “Ho continuato a subire il fascino di questi luoghi anche da adulto finché ho deciso di cedere al richiamo e di prendermi del tempo per portare avanti un progetto fotografico sul fiume.

 

L’idea era quella di risalirlo e raggiungere la sorgente senza uscire dall’acqua, cosa non sempre possibile. Raggiunta la sorgente mi è stato chiaro come sviluppare il lavoro e il progetto, che si è completato nel giro di un anno. L’imprevisto durante il viaggio ha rivestito un ruolo importante nello sviluppo del lavoro. I rifugi di fortuna in cui ho dormito mi hanno persuaso ad allargare l’attenzione anche ai dintorni del fiume: in queste zone, già di per sé poco antropizzate, il terremoto ha contribuito ad allontanare le persone, offrendo un’onirica sensazione di sospensione. E sempre l’imprevisto mi ha condotto a mettere in scena il mio corpo, sottolineando così l’importanza delle relazioni: io, testimone dell’intuitiva corrispondenza con gli elementi, in un abbandono alle imprevedibili eventualità dell’incontro”.