Cristina GHergo
“riconOscimento alla carriera” 2025

Romana, laureata in filosofia e figlia del famoso fotografo Arturo Ghergo, agli inizi degli anni Settanta si avvicina casualmente alla fotografia per sostenere il celebre Stu-dio Ghergo di Via Condotti, che sua madre Alice Barcinska, anche lei fotografa, aveva preso in mano nel gennaio del 1959, dopo la prematura scomparsa del marito. Comin-cia a ritrarre uomini di genio tra i suoi amici, quali Alberto Moravia, Carmelo Bene, Mario Ceroli, Piero Dorazio, Tano Festa e Dado Ruspoli.

I suoi ritratti suscitano l’interesse di diversi periodici italiani e stranieri, che le chie-dono di realizzare servizi specifici, portandola così ad affrontare un fervido periodo di lavoro. In questo contesto fotografa, fra gli altri, Bernardo Bertolucci, Virna Lisi, Mi-chelangelo Antonioni, Monica Vitti, Terence Stamp, Richard Burton ed Elizabeth Tay-lor.

Dal 1976 si dedica alla fotografia di moda, collaborando con riviste internazionali quali Harper’s Bazaar, Vogue, Amica, Moda, Donna e con grandi marchi tra cui Va-lentino, Capucci, Versace e, soprattutto, Fendi. Per dieci anni, tra gli anni Ottanta e Novanta, alterna la sua attività tra lo studio di Roma e quello di New York, dove è as-sidua frequentatrice del Caffè Condotti (58th Street), creato dall’amica Emy Heather con Andy Warhol e luogo di ritrovo di personaggi eccellenti della vita mondana e cul-turale della Grande Mela.

Fra i suoi ritratti di moda più riusciti e significativi – nel periodo in cui lavora per Vogue Germany, L’Officiel, Uomo Vogue, European Travel & Life, Max e Interview – si ricordano quelli a Nastassja Kinski, Susan Sarandon, Iman, Lauren Hutton, Melanie Griffith, Isabelle Huppert, Grace Jones, Erica Jong e la scultrice Carole Feuerman.

Dopo che l’editore Sandro Gennari le affida la direzione del settore moda della rivista letteraria La Corte di Mantova, ha modo di realizzare numerosi servizi con le più im-portanti top model del momento, in particolare con quelle legate all’agenzia “Ford” di New York.

Cristina Ghergo partecipa a numerose mostre personali – grazie alla stretta collabora-zione con Lanfranco Colombo e la sua galleria milanese “Il Diaframma” – e collettive, fra cui la Biennale di Venezia del 2011 (Padiglione Italia) e il progetto Parlando con voi (Milano e Firenze, 2015).

Negli ultimi anni, oltre alla fotografia, si è dedicata all’organizzazione dell’archivio storico del padre Arturo, del quale ha curato le mostre monografiche di Milano (Pa-lazzo Reale, 2008) e Roma (PalaExpo, 2012).

Dal 2015 è promotrice, in qualità di presidente, del Premio Fotografico Arturo Gher-go, istituito presso il museo omonimo di Montefano (MC), paese natale del padre. Il riconoscimento viene conferito a giovani talenti del mondo della fotografia e, come premio alla carriera, a figure di primo piano del panorama nazionale e internazionale, tra cui Ferdinando Scianna, Piero Gemelli, Giovanni Gastel e Maurizio Galimberti.

Cristina Ghergo